Pro Loco Belpasso APS

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E' una associazione turistica di promozione sociale presente a Belpasso dal 1953.

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La Storia

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sua moglie, si ritirò in una dimora nei pressi del borgo — nel quadrante della Guardia, a poca distanza dal monastero benedettino di San Nicolò l’Arena — dove si spense nel 1343. Qui, si dedicava alla preghiera e alla contemplazione, attratta dalla serenità del luogo. 

 

Nel 1456, con Guglielmo Raimondo Moncada, conte di Adornò, Malpasso entrò a far parte dello Stato di Paternò; tuttavia, le tensioni tra le comunità locali e il feudo portarono, il 5 luglio 1636, al riconoscimento di una sorta di autonomia: Malpasso ottenne una sua giurisdizione separata, voluta dal Duca di Montalto, Luigi Guglielmo Moncada

Il borgo nacque come Malpasso, già frequentato in epoca preistorica (Neolitico e prima Età del Bronzo) e testimoniato dalla presenza di resti romani — acquedotti e ponti nelle zone di Valcorrente, Sciarone Castello e Masseria Pezzagrande — fino a più tardi tracce medievali: colonnati lavici e l’arco acuto della Chiesa di Santa Maria La Scala, in contrada Diaconia, di epoca normanna.

 

Nel tardo Medioevo, la storia si intreccia con quella dei regnanti: Federico III d’Aragona, salito al trono nel 1296, transitava e soggiornava spesso in Malpasso. Dopo la sua morte, Eleonora d’Angiò

La rinascita dopo l'eruzione

 

 

Nel 1669, a soli trent’anni dall’acquisita autonomia, la comunità di Malpasso fu travolta da una nuova calamità: l’eruzione dell’Etna, che devastò l’abitato originario. Per sfuggire alla furia del vulcano, gli abitanti si rifugiarono temporaneamente a Catania prima di ricostruire il loro centro, nello stesso anno, in contrada Carmena, vicino a Valcorrente. Il nuovo insediamento fu chiamato Fenicia Moncada — un nome simbolico, che richiama la fenice, l'uccello leggendario che rinasce dalle proprie ceneri, e omaggia la famiglia Moncada, allora signore della zona. In un altro nucleo — il quartiere La Guardia — alcuni gruppi di famiglie fondarono Stella Aragona, rifiutando di trasferirsi a Fenicia Moncada.

Pochi anni dopo, però, la speranza fu spezzata. Il terribile terremoto del Val di Noto del 1693 distrusse completamente Fenicia Moncada: non restò in piedi nemmeno una casa . Inoltre, il sito era divenuto insalubre, aggravato dalla malaria e dalle paludi vicine di Valcorrente.

 

Così, la comunità si spostò nuovamente, questa volta verso nord, in una zona più elevata e salubre, nei pressi dell’antico nucleo di Guardia (oggi quartiere Borrello). Nel 1693, qui sorse l’attuale centro abitato, chiamato Belpasso — nome beneaugurale per un nuovo inizio — con una pianta urbana ordinata e a scacchiera.

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